Abilità del futuro


L’economia si organizza in maniera crescente intorno a reti di capitale, di gestione, di distribuzione e di informazione. Ciò modifica la struttura delle imprese che in misura crescente fanno capo a centri e unità economiche distribuite geograficamente in punti nevralgici. Anche l’organizzazione del lavoro risente della strutturazione in rete, perchè i processi sono sempre più complessi, con fasi di lavoro che si svolgono in centri distanti geograficamente dal centro dove si prendono le decisioni, e sono posteriormente reintegrate nel prodotto o servizio finale, generando una “nuova divisione del lavoro basata sugli attributi/capacità di ciascun lavoratore più che nell’organizzazione del lavoro.” (Castells 2000)

É comunemente accettata l’idea che le abilità più importanti nel prossimo futuro saranno le abilità comunicative. La capacità di generar pensiero critico é necessaria come attività produttiva e positiva. Le persone che pensano in modo critico vedono il futuro come aperto e malleabile, non come qualcosa di chiuso e fisso. Nel suo epilogo alla presentazione Educazione per un mondo multiculturale, alla Commissione Internazionale per il XXIº secolo, pubblicato dall’UNESCO nel 1996, Rodolfo Stavenhagen precisava che molte delle nazioni-stato moderne sono organizzate intorno all’idea che esse sono, o dovrebbero essere, culturalmente omogenee. Questa sarebbe l’essenza della moderna concezione di nazionalità, sulla quale si basano poi le idee moderne di statalitá e cittadinanza. Però solo una educazione autenticamente multiculturale portá affrontare le richieste di integrazione globale e nazionale e le necessità specifiche di quelle comunità con distinzioni culturali specifiche, presenti in nelle aree urbane e rurali.1

L’idea della digital literacy nel suo senso più amplio é in realtà una forma mentis però potrebbe anche essere intesa come complementare al concetto della educazione nei media e addirittura come sinonimo di media literacy. L’uso di un computer richiede una conoscenza previa diversa e complessa. Inoltre, introduce l’individuo e l’umanità a nuovi contesti che richiedono cambi mentali ed intellettuali profondi. In sostanza, la digital literacy é un processo che consiste nell’acquisizione di nuove tecniche, abilità, arte o pratiche. Creatività e cultura divengono allora materia prime essenziali per la economia della conoscenza.

L’UNESCO formalizzò il concetto di educazione nei media lungo tre stadi: l’area dell’educazione nei media, la definizione dell’area di intervento e la revisione della questione dell’educazione nei media nel campo specifico del progresso nella sfera digitale e la nuova era della comunicazione che sorgerà da questo progresso. Un futuro che dovrà contare con l’appoggio di politiche pubbliche e di attori come gli istituti di insegnamento, i media, le istituzioni pubbliche e la societá civile. 2

1 Rodolfo Stavenhagen, Education for a multicultural world, Report to UNESCO of the International Commission on Education for the Twenty-firts Century, Paris1996, pagina. 230-231

2 Tapio Varis, Media literacy and intercultural dialogue, , A European approach to media literacy, Ubiquitous ITC for sustainable education and media literacy, Finnish National Commission for UNESCO, Helsinky 2009, pagina 40-43

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