Social Graph, Open Graph


La pubblicità si é tradizionalmente basata sulla teoria delle quattro p: prodotto, prezzo, posizione e promozione. La necessità di conoscere il consumatore ha fatto sì che già da qualche decennio si sia aggiunta una quinta p, quella di persone, e posteriormente anche una sesta p, di processo, per assicurare l’adeguamento delle aziende agli interessi dei consumatori.

Il marketing ha esplorato decine di tecniche per studiare il mercato e conoscere le necessità di settori concreti di consumatori. La possibilità di vincolare una persona alle sue attività, gusti ed opinioni apre un immenso ventaglio di possibilità per tracciare profili di cliente e prevedere cosa comprerà la persona e con che frequenza realizzerà i suoi acquisti. In questo modo si può disegnare una offerta, che sia una campagna di vendita o un prodotto in forma puntuale, molto precisa e dunque con maggiori possibilità di successo.

Sono ormai decenni che le agenzie specializzato disegnano prodotti e sistemi per raccogliere quante più informazioni personali sul cliente, tanto che la legge ha dovuto adeguarsi per trattare di proteggere la privacy dei clienti regolando la forma in cui certi dati si raccolgono, processano, conservano, trasmettono e distruggono. La tecnologia informatica ha prodotto una grande quantità di applicazioni per questo tipo di analisi, come il data mining, che discerne tra una immensa quantità di dati quegli oggetti che producono lo stesso tipo di informazione per estrarre tendenze non prevedibili, o il data warehouse, i server di banche dati OLAP, gli scorecards e dashboards, applicazioni per la visualizzazione dei dati e altri strumenti di business intelligence.

La tecnologia ha aperto la possibilità di potenziare la correlazione tra tutte le numerose tracce che una persona genera a partire dal momento in cui inizia a navigare, effettua una selezione su un motore di ricerca, accede a un sito o realizza qualsiasi altra azione.

La web sociale ha moltiplicato questa potenzialità coinvolgendo direttamente l’utente, perché oggi é la persona che crea volontariamente il suo profilo in cui va immagazzinando dati anagrafici (nome, data di nascita ecc.) insieme con altra informazione personale di grandissimo valore commerciale, come interessi, link ad amici, ecc.

Nel 2008 Google lanciò la sua API per la costruzione semantica della rete di contatti, chiamato Social Graph, attraverso cui ricostruire la rete di relazioni tra persone sulla base delle relazioni di amicizia dichiarate dagli utenti nella rete. L’ API era basato sul sistema di ricerca di Google che crea relazioni a partire dai link associati con il profilo di un individuo sui siti sociali, blog o siti web.

Google Social Graph recupera i contatti usando le url che si includono nei profili, e se il blog o web lo permette, analizza i dati secondo gli attributi e costruisce il grafo, arrivando anche a poter confermare se un contatto nel nostro profilo di utente é reciproco, se la relazione di amicizia é contraccambiata nella rete. Questa informazione é aperta a internet per cui può essere indicizzata dai motori di ricerca.

Nell’aprile del 2010, Facebook annunciò un nuovo passo avanti verso la web semantica, il progetto di Open Graph dove la opzione social del web viene data come default. Più concretamente, Facebook ha ridisegnato la Graph API per i programmatori in modo che non solo possano vedere le connessioni sociali tra le persone ma anche vedere e creare le connessioni che le persone hanno con i loro interessi, ad esempio, marche, altri siti, luoghi fisici, cose, e lo ha chiamato Open Graph. A differenzdell’anteriore Social Graph, l’Open Graph offrirà un grafico completo degli interessi della persona.

Gli strumenti, il software e gli spazi sociali che lavorano sulla geolocazione si uniscono allora ai profili dove si informa dei gusti, interessi e connessioni della persona in un modo che può essere letto e tracciato dalla rete. Da qui, qualsiasi servizio connesso potrà generare una offerta personalizzata secondo i gusti della persona o la sua ubicazione geografica in un preciso momento, indicare che ci sono persone con interessi comuni o amici della rete individuale che si trovano nella stessa zona nell stesso momento, ecc.

Questa capacità di conoscere interessi, contatti e movimenti di una persona può ricordare il “Grande Fratello” e paventare la vigilanza totale sulla vita delle persone. Senza dubbio l’accesso indiscriminato a queste informazioni offre alle imprese e ad altre organizzazioni un profilo totalmente trasparente delle persone, i loro gusti, inclinazioni, credenze e legami. Un mal uso può risultare in un disastro per la privacy, le libertà personali e la stessa democrazia. La generazione millenium d’altra parte non sembra occuparsi di questo aspetto e anzi ricerca il contatto permanente: le generazioni digitali vedono in questa trama di connessioni non una minaccia ma piuttosto la possibilità di vivere una esperienza sociale completa, ovunque ed in qualsiasi momento, in modo istantaneo.

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