L’influenza nel ciberspazio

De Ugarte definisce l’influenza come la probabilità associata a un nodo di trasmettere o impedire la trasmissione di idee o comportamenti nuovi in una rete.
In un articolo pubblicato dall’Observatoire International des Crises (OIC), Influence sur Internet, Didier Heiderich analizza l’influenza nell’ambito proprio di Internet a partire dalla definizione dell’influenza come “la volontà d’influenzare quando deriva da segnali forti, considerata come método di azione sociale, politica o psicologica, esercitata da attori identificati in uno spazio delimitato”. Strategie chiare e coscienti dunque che si applicano al “magma di volontà di influenza” che é Internet, dove prevale “un bisogno immediato che reagisce a miriadi di stimoli e sembra assimilabile a un organismo vivente”. Perché in Internet, e specialmente nell’universo sociale della Web 2.0, l’influenza si esercita dalla moltitudine verso la moltitudine seguendo principi e dinamiche proprie del medio.
Didier afferma anche che il cammino che percorre un individuo su internet é marcato dalla sua rete di contatti e abitudini di navigazione e ricerca, e che per questo chi voglia attrarre l’internauta dovrà essere capace di porre picchetti sui suoi percorsi, come link su un ipertesto individuale. Non si tratta più un discorso comunicativo disegnato dall’azienda a cui il pubblico deve rispondere, allora, ma di una conversazione personalizzata e sufficientemente flessibile da potersi adattare a ciò che ogni individuo considera interessante.
Già Manuel Castells aveva indicato che “l’influenza più importante esercitata dai media non dipende da ciò che viene pubblicato, ma da ciò che non lo è.”1 Offi la rete distribuita riduce di molto la possibilità di bloccare l’informazione.
Heiderich afferma che anche se Internet fino ad oggi ha dimostrato di avere scarso impatto sui grandi dibattiti sociali, sì sembra avere un impatto importante sulla capacità di una rete di persone di mobilizzarsi e fare emergere temi specifici intrudicendoli nel flusso globale di informazione, una influenza che definisce non politica né strategica ma esperienziale.2
Sulla base dei risultati delle ricerche realizzate, l’Observatoire ha generato un ‘modello di influenza’ in Internet che si compone di varie pratiche:
– Padroneggiare l’agenda usando un tema di attualità o il potere mediatico di un attore sociale, una tattica fattibile solamente se chi vuole influenzare ha la capacitá di mobilizzare questi attori sociali.
– Convocare: usare strumenti propri del medio, come newsletter, messaggi alle comunità di interessi, RSS e aggregatori per ‘moltiplicare la visibilità’ di dati di interesse dell’internauta e seminare con proposte adeguate il tragitto che questi probabilmente percorrerà.
– Interessare: saper creare e presentare un messaggio chiaro, breve, informativo e attrattivo che svegli la curiosità dell’internauta.
– Abbreviare: l’essenza della proposta, ossia l’obiettivo dell’influenza, deve essere assimilata immediatamente dall’internauta e deve anche permettere a questo di ritrasmettere la proposizione alla sua rete (virilità).
– Legittimare: sembra che una percentuale troppo alta di novitá nella proposizione disturba l’internauta. Per questo almeno l’80% di una proposizione deve essere preliminarmente accettata e solo si deve introdurre un 10 o 20% di novità. “Niente é realmente nuovo ad eccezione delle modalità relazionali. È proprio qui che l’influenza trova i suoi limiti, nell’impossibilità di Internet di agire al di là del formato sociale.” 3
– Inferire: per generare un processo cognitivo che trasformi l’informazione in asserzione, si possono usare diversi metodi che vanno dal legare la proposizione a una prova della sua veridicità, come una fotografia o uno schema, fino alla vera e propria manipolazione, come ad esempio inserire un link che in realtà non è mai esistito affinchè l’internauta pensi che sia stato vero in passato anche se attualmente non funzionante.
– Rendere credibile: la credibilità della fonte della proposizione determina il credito di cui gode la proposizione stessa. L’emittente deve avere certe caratteristiche di credibilità, che possono venire dalla notorietà o dal prestigio che hanno nella rete personale, però anche dalla qualità della proposizione, l’assenza di errori, un disegno ergonomico, la funzionalità ed altri elementi.
– Facilitare: eliminare ogni ostacolo sulla strada dell’internauta, usare tecnologie accessibili e protocolli standard.
– Delegare: trasferire il controllo all’internauta incitandolo a moltiplicare il messaggio, usare al massimo la vitalità propria di internet, misurare la porzione necessaria di identità istituzionale (come ad esempio l’immagine di marca) per favorire una maggiore prossimità.

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