Globalizzazione


Con il termine ‘globalizzazione’ si indica quel processo in atto nel contesto sociale in cui le organizzazioni devono disimpegnare la loro funzione. Beck parla della società mondiale e chiarisce che non si tratta di una mega società sopranazionale che contiene in sé tutte le società nazionali (e dunque risolve i loro conflitti) ma piuttosto un orizzonte mondiale “caratterizzato dalla molteplicità e anche dall’assenza di integrazione e che solo si manifesta nel momento in cui produce e mantiene attività di comunicazione.”1

Giddens definisce il fenomeno della mondializzazione come “l’intensificarsi delle relazioni sociali in tutto il mondo attraverso le quali si intrecciano luoghi lontani in forma tale che gli accadimenti locali sono configurati da accadimenti che occorrono a molti chilometri di distanza e viceversa”.2

Si tratta, come afferma Giddens, di un processo dialettico e dinamico giacché le alterazioni che si producono a livello locale non necessariamente coincidono con i termini della circostanza che occorre alla distanza. Il processo di co-creazione, appropriazione e assimilazione della comunicazione globale e localmente ha dato origine al neologismo “glocale” che indica il doppio effetto omogeneizzatore e differenziatore della comunicazione. Sarebbero infatti le stesse forze omogeneizzanti che danno spazio a nuove possibilità di espressione locale. La glocalizzazione é di fatto la strategia usata dalle corporazioni transnazionali per adattare i prodotti globali al contesto economico-sociale e culturale al quale vanno destinati. Ed il dialogo che si instaura tra il globale ed il locale, tra omogeneità e diversità, ha come orizzonte comune il mondo.

Per Manuel Castells, la rivoluzione tecnologica ha trasformato il modo in cui concepiamo la comunicazione. Il passaggio dai media di massa tradizionali a un sistema di reti orizzontali di comunicazione organizzati intorno a Internet e comunicazioni wireless ha introdotto una molteplicità di modelli comunicativi. “La pratica comunicativa che sorge da questi modelli a sua volta costituisce una nuova cultura fondata sulla comunicazione multimodale e il processare dell’informazione digitale. La breccia culturale allora si forma tra coloro che dominano questi modelli per essere cresciuti nell’era digitale, e le generazioni nate prima dell’era digitale”.3

1 Ulrich Beck, ¿Qué es la globalizzación? Falacias del globalismo, respuestas a la globalización, Paidós, Barcelona 1998, pagina 31.

2 Anthony Giddens, Consecuencias de la modernidad, Alianza Editorial, Madrid 1993, pagina 67

3 Manuel Castells, The Rise of the Network Society: The Information Age: Economy, Society, and Culture Volume I Wiley-Brackwell ed 2000, Prefazione all’edizione 2010 edition, XVIII

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