Il valore della rete


Dopo che Frances Crick e James Watson scoprirono la doppia elica del DNA, un altro scienziato, Sydney Brenner, iniziò un progetto per rivelare il genoma del verme. Era il 1965 e ancora si sapeva pochissimo di come funzionano i geni.

Il Laboratorio di Biologia Molecolare di Brenner era il campo base per il progetto del genoma del verme. Il ricercatore non contava con le risorse necessarie per portarlo a termine, però sì con sufficienti contatti per attirare altri scienziati e invogliarli a partecipare. In poco tempo si creò una comunità attorno al progetto del genoma del verme, con i ricercatori che comunicavano attraverso un bollettino scambiandosi risultati e idee. L’idea di Brenner di coinvolgere altri laboratori nel progetto innescò un ciclo virtuoso di condivisione della conoscenza. Era in realtà l’unica forma per avanzare in un compito così complesso, un puzzle dalle dimensioni gigantesche che un solo laboratorio non avrebbe mai potuto portare a termine. Specialmente importante fu lo scambio di dati e conoscenza sulle ricerche realizzate da ogni laboratorio, già che il poter individuare un gene non era sufficiente ad apportare informazione significativa al progetto a meno che si combinasse con i dati disponibili sugli altri geni.

La comunità intorno al progetto continuò a crescere e a collaborare condividendo le conoscenze ed arrivò trenta anni dopo, nel 1998, a completare la sequenza genetica del verme. Anche se i progressi della tecnologia giocarono un ruolo importantissimo, il progetto del genoma del verme – e il progetto del genoma umano che lo ha seguito- ha dimostrato che una rete sociale organizzata attorno a un progetto può raggiungere risultati sorprendenti per estensione e complessità.

Sono già numerosi gli esempi di reti e comunità che generano valore (anche economico) grazie al lavoro collaborativo. Chissà il più conosciuto e sorprendente per la portata che ha raggiunto é il software di codice aperto Linux, un sistema operativo di codice aperto che nel 2006 era istallato in circa l’80 per cento dei server del pianeta.

Secondo stime approssimate1, realizzare in modo convenzionale il sistema Red Hat di Linux, che contava con 17 milioni di SLC (Source Lines of Code) o righe di programmazione nel codice sorgente, avrebbe richiesto circa 8000 anni di lavoro di un programmatore con un costo di 1 miliardo di dolari (stima dell’anno 2000).

La versione di Debian 4.0, che conta con comunità di programmatori in tutto il mondo e in tutte le lingue, si compone di 283 milioni di SLC. Per fare una comparazione, la versione di Microsoft Windows XP pubblicato nel 2002 aveva 40 righe di SLC. Il valore commerciale del lavoro di creazione, ricerca e innovazione che sostiene il progetto Linux è cosí elevato che sarebbe semplicemente irrealizzabile: nessuna impresa o gruppo di imprese sarebbe disposta di affrontare un investimento di queste proporzioni.

La creatività e innovazione collettiva non é esclusivo dominio del campo della scienza. La mountain bike non è stata concepita dalla testa di un gruppo di ingegneri ma dalla creatività di un gruppo di giovani ciclisti della California che iniziarono a usare le loro biciclette su sentieri di montagna in cerca di nuove emozioni. Le biciclette tradizionali non erano disegnate per sopportare quei terreni accidentati, così i ciclisti-innovatori iniziarono a modificare le loro biciclette montandole su robusti telai di vecchie biciclette fuori moda, con gomme più ampie per aderire meglio al terreno e freni a disco presi dalle motociclette. Per quasi un decennio questi ciclisti amanti delle escursioni in montagna montarono le loro macchine amatoriali fino a che nel 1975 l’industria produsse la prima mountain bike. Nel 2004 le mountain bike rappresentavano il 65% di tutte le vendite di biciclette degli Stati Uniti. L’innovazione più importante nel settore della produzione di biciclette nacque grazie all’innovazione dei consumatori. Qualcosa di simile successe con i messaggi sms: le compagnie di telefonia cellulare non furono in grado di prevedere che i messaggi sms sarebbero diventati la forma più usata di comunicazione tra adolescenti (prima degli smartphone e le reti sociali) che incontrarono la forma di dare utilitá a una applicazione originalmente concepita per un uso non definito.2

2 Charles Leadbeater, We Think, Profile Books, London 2008

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